Chiara Ragnini si racconta alla redazione

 

Quando hai iniziato ad interessarti alla musica?

 Sarebbe meglio chiedersi quando la musica abbia iniziato ad interessarsi a me. Probabilmente fin da subito, grazie agli ascolti dei miei genitori che spaziavano da Lucio Dalla ai Beatles, da De Gregori ai Queen. Sono cresciuta come ascoltatrice attenta, senza precludermi nessun genere musicale, cercando di assorbire tutto ció che di buono ogni artista abbia saputo trasmettermi. Durante l’adolescenza é emerso, impellente, il bisogno di raccontarmi attraverso le canzoni, con la scrittura. Da allora non si é piú esaurito.

 

Raccontaci del tuo percorso artistico

Ho cominciato a studiare chitarra classica a 14 anni, per poi passare allo studio del canto intorno ai 16 anni, studio che prosegue ancora oggi. Il mio percorso é composto di tanti tasselli, tante canzoni scritte e cestinate, tanto studio, sudore, gavetta e, soprattutto, passione e determinazione. Nel 2011 ho pubblicato il mio primo album, Il Giardino di Rose, dalle atmosfere folk e acustiche, abbandonate in una evoluzione e virata verso l’electro pop con il mio ultimo disco La Differenza, uscito il 28 aprile. La vita del musicista é fatta solo di strade in salita, di fatica e coraggio. Aspetti che non mi sono mai mancati e che continueranno ad appartenermi.

 

Quali sono i tuoi punti di riferimento? 

Sono onnivora di musica ma sono cresciuta ascoltando i grandi cantautori come Lucio Dalla, Battisti, Fossati e spaziando dall’hip hop al pop internazionale. Amo moltissimo i Subsonica, Selah Sue, Janelle Monae, Vinicio Capossela, i Portishead, i Massive Attack. Potrei stare ore a citare i miei riferimenti da quanti sono. Fra gli artisti italiani che amo e seguo con passione, senza dubbio cito Fabi, Silvestri e Gazzé ma anche progetti piú giovani come Levante ed Erica Mou. In generale, tutto ció che possa emozionarmi e farmi sussultare é ben accetto nel mio lettore mp3.

 

Cos’è la musica per te? 

Per me la musica é principalmente condivisione e comunicazione. É confronto e conforto. É la via d’uscita per affrontare i nostri demoni ed incanalarli in parole e melodia. É lo specchio che riflette le nostre emozioni. La musica é vita.

Hai un particolare progetto a cui arrivare come massima aspirazione? 

L’unico progetto é quello di continuare a fare musica e a raccontarmi attraverso di essa, con la speranza di avere sempre qualcosa da raccontare, fino alla mia vecchiaia.

 

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