Marco Trabucco si racconta alla redazione

Quando hai iniziato ad interessarti alla musica?

Ho iniziato ad interessarmi alla musica sin da piccolo. Ricordo che a casa c’era una chitarra classica, era di mio padre. Non la suonava mai, ma è partito sicuramente tutto da li. Poi è arrivato in regalo un vecchio organetto bianco e rosso…

Raccontaci del tuo percorso artistico

Dopo le prime punk rock bands al liceo  che sono state il mio collegamento al basso elettrico (tanto, tantissimo divertimento, ma ben distanti dal professionale) ho cominciato a studiare seriamente il che mi ha permesso di avere i primi ingaggi nel mondo del funk e del gospel, ma devo tutto a Lanfranco Malaguti che mi ha guidato alla scoperta del jazz.

 

Quali sono i tuoi punti di riferimento? ( cantanti, ban fonti di ispirazione)

Amo musicisti come Charlie Haden, Steve Swallow, Bill Frisell e Chet Baker… Trovo riescano ad entrare davvero nella Musica, senza mai suonare più di quanto realmente serva.

 

Cos’è la musica per te?

La musica per me è il ponte tra l’Uomo e la sua parte più intima, più spirituale.

 

Hai un particolare progetto a cui arrivare come massima aspirazione?

Sì ho un particolare progetto a cui penso di arrivare come massima aspirazione, ma i desideri non possono essere rivelati, altrimenti non si avverano!

 

 

 

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